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Medaglia di Bronzo Fiorino Romagnoli – nato a Serravalle Sesia anno 1920 – deceduto in combattimento nel 1944.
Da qualche tempo il capo gruppo di Valbusaga, l’alpino Alessi Ferruccio, portava in Sezione la richiesta di effettuare indagini sulla morte di Fiorino Romagnoli avvenuta il 30 settembre 1944 in Montenegro. Il gruppo di Valbusaga ha dedicato la Piazza antistante la propria sede in ricordo dell’alpino Romagnoli al quale fu conferita la medaglia di bronzo al valor militare nell’anno 1947 e la medaglia d’oro in occasione del ventennale dalla fine della guerra da parte dell’Amministrazione Provinciale di Vercelli il 14 novembre 1965. Lo scopo era quello di riportare in Patria i resti mortali del Romagnoli per dare loro degna sepoltura nella terra natia. Oggi i parenti prossimi abitano a Valbusaga e sarebbe stato molto bello poter esaudire tale desiderio per cui la Sezione Valsesiana dell’ANA si è attivata e qui sotto riportiamo i risultati della ricerca. Le informazioni che avevamo a disposizione erano precise anche se scarne, Fiorino Romagnoli faceva parte del Battaglione Ivrea della Taurinense che operava nella ex Jugoslavia nel lontano 8 settembre 1943, quando l’Esercito Italiano conobbe uno dei momenti peggiori della propria storia. Il nostro alpino scelse di entrare a far parte dell’esercito popolare di liberazione Jugoslavo, al comando del Maresciallo Tito, servendo nella Brigata Alpina Partigiana Garibaldi. Abbiamo testimonianze del Suo modo di interpretare la vita militare da uno scritto del notaio Cesare Rognoni, pavese, suo comandante di plotone nella 40° compagnia del Battaglione Ivrea; prima in Francia, poi ad Aosta ed infine nei Balcani in Montenegro. Fiorino è definito comandante di squadra magnifico “port’arma” da tutti amato ed ammirato per il coraggio e la determinazione. Il Tenente Rognoni fu ferito e catturato dai tedeschi nel 1943 e rivide il nome del Romagnoli sul monumento ai caduti di Borgosesia durante una suo visita in Valsesia. Anche Cesare Rognoni ha raggiunto i suoi commilitoni nel “paradiso di Cantore” due anni or sono. Come dicevamo il Caporal Maggiore Fiorino Romagnoli cadde in combattimento nei pressi di Grahovo e sotterrato nel locale cimitero. Vi sono più testimonianze della ubicazione della Sua sepoltura, avvenuta nel giorno stesso della Sua morte, il 30 settembre 1944. Morì durante un combattimento contro i tedeschi e così recita la menzione del conferimento alla medaglia di bronzo: “già distintosi in precedenti combattimenti, nel corso di una azione per la conquista di importante posizione nemica, incurante del fuoco avversario, si lanciava per primo all’assalto, incitando i compagni con la parola e con l’esempio del suo ardimento. Volontariamente, superati i reticolati, si avventava quindi contro munite postazioni lanciando bombe a mano, finché una raffica nemica troncava il suo impeto e spegneva la sua giovane esistenza quando ancora era fieramente proteso contro il nemico” quota 927 di Grahovo – Montenegro – 1° ottobre 1944. Da queste informazioni siamo partiti, informandoci presso l’ANA, sede nazionale a Milano, presso la ambasciata del Montenegro a Roma. Dalla seconda aspettiamo ancora risposta, segno evidente che i problemi del Montenegro oggi sono altri, mentre la segreteria nazionale dell’ANA ci consigliava di appoggiarci al Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra nella sede di Roma. Dopo varie lettere, fax di sollecito, ci rispondeva il Col. Sposato responsabile dell’ufficio che ci comunicava quanto segue: “tutti i resti dei caduti in Albania e Montenegro sono stati riesumati, quelli identificabili restituiti alle famiglie, gli altri inumati presso il Monumento ai caduti d’oltremare di Bari”. Da questo si evince che il caporale maggiore Fiorino Romagnoli è sepolto in fossa comune a Bari; perlomeno oggi sappiamo con certezza dove riposa Fiorino. Vorremmo a questo punto fare un breve cenno sul Battaglione Ivrea del 4° Reggimento Alpini. Battaglione formato per lo più da gente Piemontese, salvo qualche volontario specialista (ad esempio Mario Rigoni Stern), per avere un quadro finale completo della sua storia. Il 4° Reggimento Alpini viene costituito a Torino nel 1882 al comando del Col. Giovanni Ottolenghi ed inquadra 3 Battaglioni. Nel corso del 1886 il comando del Reggimento si sposta da Torino ad Ivrea e così il 1° novembre 1886 viene costituito il Battaglione Ivrea (37,38,39,40). Per la campagna di Eritrea (1895-1896) il reggimento concorre con 526 alpini alla formazione del 1° e 2° Battaglione del Reggimento alpini al comando del Col. Ettore Troya. Per la guerra Italo-Turca, vengono inviati in Libia il comando di reggimento (novembre 1911-1912) ed il Battaglione Ivrea (novembre 1911-agosto 1914). Il 4° Reggimento affronta la prima guerra mondiale con i suoi battaglioni permanenti Ivrea ed Aosta, solo nel corso delle ostilità vengono costituiti i battaglioni Monte Levanne-Monte Cervino-Monte Rosa-Val d’Orco-Val Baltea-Val Toce- per ultimo nel 1917 si formerà il battaglione Pallanza. I Battaglioni del 4°, saranno impiegati prevalentemente nei seguenti luoghi: 1915 – Monte Rosso, Isonzo-Dolje- Monte Mrzili; 1916- Adamello, Monte Cima, Monte Zugna, Monte Cauriol, Monte Cardinal, Alpe Cosmagnon, Dente del Pasubio; 1917 – Monte Vodice, Melette di Gallio, Monte Fior, Massiccio del Grappa; 1918 – Monte Solaro Mobilitati: 31000 Caduti: 189 ufficiali e 4704 truppa Feriti: 455 ufficiali e 10923 truppa Decorati: 1492 (argento e bronzo) Terminato il conflitto i Battaglioni formati durante la guerra furono disciolti durante la primavera-estate del 1919. I’11 marzo 1926 il Comando di Raggruppamento Alpini cambia denominazione in Comando di Brigata Alpina (I) di cui fanno parte anche il 1°, 2°, 3° Alpini ed il 1° Artiglieria da Montagna. Durante il 1935 il comando di Reggimento viene trasferito da Torino ad Aosta Il 10 giugno 1940 il 4° con i btg “Ivrea”, “Aosta”,”Intra” è ancora inquadrato nella Divisione Alpina Taurinense (1^) e con tale G.U. partecipa alla II^ G.M. inizialmente impiegato sul fronte occidentale e poi nei Balcani. Il 4° Alpini è sciolto nell’ottobre 1943 in Montenegro a seguito della proclamazione dell’armistizio, successivamente parte dell’organico partecipa alla lotta partigiana in Serbia-Montenegro facendo parte della Divisione Italiana Partigiana “Garibaldi”. Il 25 settembre 2004 con una cerimonia presso l’aeroporto di San Giacomo (bz) il Battaglione Paracadutisti “Monte Cervino” viene elevato al rango di Reggimento, prendendo il nome di 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, a cui viene affidata la Bandiera del disciolto 4° Reggimento Alpini. Sede del Reggimento la caserma “Vittorio Veneto” di Bolzano. Sabato 19 luglio 2008, in occasione dei festeggiamenti per i 75 anni di fondazione del Gruppo Alpini di Cellio della Sezione Valsesiana è stata conferita la cittadinanza onoraria al Reggimento. Ed infine un breve cenno sulla Divisione Garibaldi: La Divisione nasce il 30/11/1943 in Jugoslavia per trasformazione dei reparti italiani sparsi nella zona che si erano trovati a fronteggiare gli ex alleati tedeschi. Il 30 novembre il comandante del II Korpus dirama l’ordine secondo il quale le brigate combattenti della divisione “Garibaldi” sono quatttro: I brigata – costituita da elementi della Taurinense II brigata – costituita da elementi della Venezia e di Finanza III brigata – costituita da elementi della II, III, V e VI brigate Venezia, Guardie di Finanza e del 47° regg. Divisione Ferrara IV brigata – comprende i fanti della IV brigata Venezia Durante tutta la campagna in Jugoslavia le varie brigate agirono in maniera autonoma e senza un Comando Centrale Divisionale. Ed ecco la cronologia delle azioni della IV brigata, cui faceva parte il nostro alpino Romagnoli: 22.07.1944 – la IV Garibaldi controlla le provenienze dal passo Cakor e da Murina 19.08.1944 – la IV Brigata marcia per tutto il giorno 18 e 19 per uscire dalla sacca in cui si trova 23.08.1944 – la II e IV Brigata vengono inviate a Velimije per essere poste alle dipendenze del comando gruppo operativo d’assalto del litorale 26.09.1944 – la IV Garibaldi con altri reparti partigiani inizia le operazioni nel settore di Grahovo-Risano contro formazioni cetniche/tedesche (ed è in questo frangente che probabilmente perse la vita il Romagnoli) 11.10.1944 – la IV Brigata è concentrata a Spila dove verrà visitata dal sottosegretario alla guerra Mario Palermo. Il I Battaglione della Garibaldi partecipa alla presa di Grahovo il 21 ottobre e di Dragalj il 22 ottobre; poi si sposta sul fronte di Cettigne. La battaglia si protrae Dal 28 ottobre al 13 novembre 13.10.1944 – Cettigne viene liberata dal I Battaglione della Garibaldi e da un battaglione della X montenegrina. Intanto il III battaglione della IV Garibaldi si schiera nella zona di Cattaro, Castelnuovo e Budua in continua azione contro i presidi tedeschi e fascisti occupati ancora dal battaglione “M”. Dal 27 gennaio 1945 la IV Garibaldi presidia la zona di Trubjela a Viluse e Petrovici ai confini tra Montenegro ed Erzegovina sino alla fine del conflitto. Tutto sommato la divisione partigiana “Garibaldi” scrisse una bella pagina di storia. Il fatto che questa pagina non venga appieno reclamata e celebrata deriva da una pregiudiziale susseguente ai fatti narrati che hanno origine nelle successive fasi della guerra e della contesa tra i due Stati di Trieste e l’Istria; contesa che si determinò quando terminata la guerra l’Italia e la Jugoslavia reclamavano i diritti una di cobelligerante e l’altra di potenza vincitrice si di un medesimo territorio.
Bibliografia: Giuseppe Marchese – la Jugoslavia dopo l’8 settembre 1943 S.Gestro – la Divisione Italiana partigiana Garibaldi – Mursia Milano 1981 L’Esercito ed i suoi Corpi – Volume III tomo I Stato Maggiore Esercito Roma 1979 Col. A.Ricchezza – La resistenza dietro le quinte. De Vecchi Editore, Milano 1967
Spero che con questo scritto non esistano più zone d’ombra su quanto fatto nella sua pur breve vita dalla Medaglia di Bronzo Romagnoli Fiorino. Non vi sono più dubbi su dove morì e come morì, ove ora riposano i suoi resti mortali e dove e come trascorse gli ultimi anni della sua esistenza terrena ed ancora di come la vita di un giovane Valsesiano sia stata stroncata da quella maledetta ed orribile parola ed azione che gli uomini non sanno ancora debellare e cancellare dal loro vocabolario: la guerra.
legrù a tùch -alpino aldo lanfranchini grignasco - dicembre 2010 ----------------------- |


