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15 gennaio 2012

 

 

Oggi si è tenuta, come scritto a parte, la re-inaugurazione del gruppo di Breia, che sarà il 47° per la Valsesiana. In tale occasione si è verificato un incontro che ha svelato un dubbio che assaliva molti che, come chi scrive, hanno tra i loro amici anche Fernando Santucci, trombettiere del Coro “Alpin del Rosa” artigliere della Julia e Molisano di origine, personaggio noto in tutta la valle ed oltre  per le sue performance nella più svariate occasioni, sempre dettate dal dovere verso l’arma e dal piacere di suonare il sua grande amore, la tromba.

Ebbene Fernando ha in più occasioni raccontato ad un pubblico divertito come fosse riuscito, involontariamente  durante la naja,  a far morire una mula.

Sappiamo tutti cosa significasse la perdita di un quadrupede per un conducente, ma lui disse che ne era uscito tranquillamente e senza punizioni di sorta.

Proprio oggi è venuto a farcii visita un artigliere di Pavia, amico del capo gruppo di Breia, arrivato appunto da noi invitato per la cerimonia che si è tenuta. Vuole il caso che l’artigliere Longo Michele abbia prestato servizio nel 1971 presso la XXIII batteria del Gruppo Belluno, III artiglieria da montagna, Brigata Julia e ci ha raccontato l’episodio relativo alla morte della mula, una comica se non fosse per la povera bestia deceduta.

L’Artigliere Santucci era per tre giorni aggregato alla Batteria per motivi  “bandistici”, ovvero per suonare nella fanfare locale quando il terzo ed ultimo giorno fu comandato alla guardia muli, qui viveva la mula “Nuccia” che quando vide il Santucci stramazzò a terra moribonda. A nulla valsero le cure prestatole (nonostante, dice il Longo, la respirazione bocca a bocca praticata dal Santucci) e la mula morì. Fu un vero record sino ad ora imbattuto che può vantare un artigliere alpino.

Lègru a tùch – alpino aldo lanfranchini

 
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